Jessica Alba: "Da ragazza odiavo San Valentino"


Jessica Alba San Valentino, giorno degli innamorati. O, nella visione di Gary Marshall, una scusa per esplorare un giorno speciale nella vita di persone a Los Angeles che nell’arco di ventiquattr’ore scoprono, rinsaldano, chiudono relazioni d’amore. Tante storie parallele, a volte si intrecciano, altre no, tra gioie, sofferenze e colpi di scene. Persone non da poco, perché tra di loro c’è Julia Roberts, che Marshall ha diretto in Pretty Woman e che qui è una soldatessa arrivata dall’Iraq apposta per passare 24 ore con una persona che resta avvolta nel mistero sino alla fine.

C’è Ashton Kutcher, che facendo il fiorista il giorno di San Valentino ne vede di tutti i colori. C’è Anne Hathaway, che per lavoro fa sesso al telefono e ha problemi con le relazioni reali. C’è Jessica Biel, una single inveterata che ogni anno organizza una cena chiamata «Odio San Valentino». E poi ancora Jennifer Garner, Bradley Cooper, Queen Latifah, Kathy Bates, Patrick Dempsey, Shirley MacLaine, anche Taylor Lautner di Twilight e l’altra Taylor, Taylor Swift, che dopo avere conquistato il mondo della musica dominando i Grammys adesso si cimenta nel cinema.

In Valentine’s Day ogni età è rappresentata. Ecco la ragazza sogno erotico dei maschi di mezzo pianeta: Jessica Alba, che si sveglia con una proposta di matrimonio e che dopo avare accettato felice, ci ripensa. Scoperta da James Cameron, che l’aveva voluta come la protagonista della serie di fantascienza Dark Angel, l’attrice per anni è apparsa più in bikini che vestita, affermandosi con film come Sin City o la serie dei Fantastici 4.

Com’è entrato San Valentino nella sua vita?
«A scuola, dove ricevevamo delle bustine con dolci e caramelle. Io finivo sempre con averne meno degli altri e ci restavo male».

Vuole parlare del suo primo amore?
«Mica tanto. Io avevo 18 anni, lui 32. Io non stavo con i piedi per terra, lui mi ha raccontato un sacco di bugie. E ci sono cascata».

Adesso è tutto cambiato.
«Sono molto felice. C’è molto caos in casa e una figlia piccola porta via parte del romanticismo ma è anche una grande gioia. Spero impari che si può essere una buona moglie, una buona madre ed anche avere una carriera».

A scoprirla è stato James Cameron. Siete in contatto?
«Sì, è una specie di mentore per me. James è un incredibile artista, un amico leale e un genio che sa portarti in posti lontani, che sia con Titanic o con Avatar.

Oltre che in «Valentine’s Day» è stata ammirata a Sundance in un film molto drammatico, «The killer inside me».
«In quel film ho una relazione molto violenta e distruttiva, sono una donna che trova l’amore nel dolore. Voglio lavorare con grandi registi facendo personaggi nuovi, infatti tra poco uscirà anche Machete, un film di azione con Robert Rodriguez. E sarò in un’altra commedia, Little Fokkers».

Le piace essere considerata sexy?
«Non ci faccio caso, penso a chi sono e a che cosa posso offrire al mondo più che al mio aspetto fisico. Quella va e viene, è una questione di percezione e di marketing, sei un prodotto venduto in un certo modo. Ma i tuoi valori restano».